Press Review



Martedì 8 marzo 2005

«Che emozione quando è comparsa quella faccia...»
Dante sarà il «fiore all'occhiello» di un ristorante


(di Nicola Coccia)

     FIRENZE — Il vero volto di Dante lo si potrà ammirare nel nuovo ristorante-museo di Umberto Montano.

Quando aprurà il locale?
«Alla fine di aprile. Ci saranno 50 posti. Dante ci guarderà cenare. Il giorno resteremo chiusi per consentire le visite», risponde il ristoratore-mecenate.

Come si chiamerà?
«Alle Murate».

Da dove viene Umberto Montano?
«Dalla Lucania, dove sono nato 49 anni fa».

Come è capitato a Firenze?
«Ci venni in gita scolastica e ci tornai per insegnare al Saffi, l'istituto alberghiero. Per arrotondare ho aperto un locale. Io in sala, mia moglie, Giovanna Iorio, in cucina. Per un anno ho preparato menù al Metropolitan di New York. Poi ho messo su "Il Caffè Italiano", e sempre a Firenze, una pasticceria» e due ristoranti, uno dei quali in via Ghibellina, "Alle Murate". Poi mi hanno sfrattato.

E cosa è successo?
«Ne ho cercato uno nuovo. L'ho trovato al pian terreno in uno dei tre palazzi più importanti del Trecento, quello dell'Arte dei Giudici e Notai».

Dove si trova?
«In via del Proconsolo, accanto al Bargello».

C'era una merceria?
«Un negozio di tessuti».

Lo ha comprato?
«Ho un contratto di affitto fino alla pensione».

Conosceva già la tesi di laurea di Monica Donato?
«Sapevo della sua ricerca».

Quando lo ha visto per la prima volta?
«Un anno fa. Nella volta a crociera c'erano macchie di colore».

Quando ha scoperto Dante?
«Un giorno alla fine dell'estate. E' stata una emozione straordinaria perchè fino a quel momento non ne ero sicuro. La Soprintendenza ci ha incoraggiati».

Quanto è grande?
«Circa 30 centrimetri. E' stato realizzato tra il 1366 ed il 1416».

Chi lo ha dipinto?
«Dobbiamo scoprirlo».

Qualcuno dice che tra restauro e lavori di consolidamento lei abbia speso un milione di euro?
«Non ho fatto i conti, ma mi sono indebitato da qui all'eternità».