Rassegna Stampa



Martedì 8 marzo 2005

La vera faccia di Dante
In una vecchia merceria di Firenze scoperto un ritratto del '300


(di Milly Mostardini)

     Dunque sarebbe questo il volto del padre Dante? Sembrerebbe proprio, secondo gli studi degli storici dell'arte svolti su antichi documenti. Certo, da qualche tempo, a Firenze, tra la ricerca frenetica della tombe e le ossa di Giotto, e le due scoperte dei ritratti di Dante in visione al pubblico a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro, c'è quasi un clima da chi l'ha visto.

     In ordine di tempo, l'ultimo è il restauro di un ciclo di affreschi tracenteschi nella volta di quella che fu la sala dell'Arte dei Giudici e Notai. Siamo a un passo dallo spigolo del Bargello, in via del Proconsolo, dove, a memoria di cronista, fino a poco fa c'era una delle più vecchie mercerie della città. L'ampio e allora tenebroso locale è stato rilevato, in affitto, da Umberto Montano, proprietario del ristorante Alle Murate, che aprirà qui un nuovo ristorante, rispettando però la vetustà dell'ambiente. Montano si rivolge a Daniela Dini, restauratrice e figlia d'arte, il padre noto restauratore ed artista. Nella volta appaiono tracce di affreschi: Montano dedicherà alla riscoperta delle dipinture 400mila euro e una grande passione. Col controllo della competente Soprintendenza, la Dini porta a compimento il restauro dell'ampio ciclo: la cui pittura era iniziata verso il 1375 e conclusa probabilmente un secolo dopo.

     In colori che appaiono tenui ma luminosi, nel tondo centrale è rappresentata l'icona della città, chiusa nelle mura di Arnolfo di Cambio, attornata dagli stemmi del giglio, dell'aquila guelfa, della Croce. Nelle lunette intorno stanno le figure dei cittadini illustri, dei poeti, quello che resta del mezzo busto di Dante, del Petrarca, di fronte il Boccaccio e Zanobi da Strada. Sono questi i primi, i più antichi, ritratti da mano ignota, ma il ciclo proseguirà, tanto che a metà del Quattrocento i maestri Andrea del Castagno e Piero del Pollaiolo saranno chiamati a ritrarre i più noti umanisti e uomini di lettere.

     La parte storica degli affreschi era stata indagata e pubblicata, prima del restauro, da Monica Donati. A Natale scorso erano stati mostrati al pubblico gli affreschi restaurati di una parte della Cappella della Maddalena, dentro il Bargello: sono attribuiti a mano giottesca, alla bottega di Giotto, morto nel 1337, e datati un paio di anni prima. Anche qui si nota un ritratto di Dante, morto nel 1320 in esilio: nonostante la tragedia della sua vita di ramingo per l'Italia, considerato un onore per la città. Il ritratto era riconosciuto dal Verrocchio, dal Ghiberti e infine dal Vasari. La Cappella, degradata e ridipinta, vide riapparire il volto di Dante per le insistenze degli studiosi inglesi, con il "restauro" del pratese Antonio Marini nel 1840.

     Tuttavia quello del Bargello è il ritratto, che aveva dato il modello ai ritratti virtuali venuti dopo, fino alle famose illustrazioni del Dorè per la Divina Commedia. Il ritratto della sala dell'Arte, ripreso di profilo come quello del Bargello, mostra però un naso più diritto che aquilino, bruno il colorito, forte la mascella. Corrispondono, un poco ingentiliti alla fiera descrizione fatta dal Boccaccio, che presenta l'autore della Commedia, dal Boccaccio stesso definita "Divina", come un uomo dal volto lungo, colore bruno, malinconico e pensoso. Per vedere da vicino i "nuovi" affreschi, è già costruita una passerella aerea: sotto sarà il ristorante, costo 600mila euro per sistemare la struttura.

     Un lavoro ancora lungo per la "Restauro edili-Pratomagno", che, con Daniela Dini, vanta numerosi restauri, come alla basilica di San Miniato, l'Oratorio di Bagno a Ripoli, Palazzo Incontri. La Soprintendenza ai Beni archeologici segue i lavori in corso nelle cantine e nelle fondamenta: infatti anche lì sono state trovate cose interessanti. Non finisce mai questo affiorare da ogni parte del grande passato: un mese fa si è scoperto, in un muro divisorio tra il convento dei padri Serviti e l'Istituto geografico militare, un affresco attribuibile a Leonardo da Vinci.