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Eccolo, quello che vedete qui è il più antico volto di Dante che sia documentato.
Diverso, certo, dal volto di Dante che la iconografia soprattutto rinascimentale ha imposto. Ma come si pone questo ritratto rispetto all’altro dipinto attorno al 1336-37 dalla officina di Giotto proprio al Bargello, nella cappella della Maddalena, e scoperto nell’800? Monica Donato, che ha riconosciuto e pubblicato una ventina di anni fa questa immagine prima dei restauri, con quella di Boccaccio che le sta di fronte, aveva visto giusto, i documenti che ha ritrovato lo confermano, è Dante questa figura di pelle scura, dal naso lungo ma non arcuato, e, come scriveva il Boccaccio nel suo «Trattatello in laude di Dante»: «il suo volto fu lungo, il naso, aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labro di sotto era quel di sopra avanzato».
"Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura, [...] d'onestissimi panni sempre vestito, [...] e sempre nella faccia malinconico e pensoso".
(Boccaccio)
continua...
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